domenica 22 aprile 2012

Jorge Luis Borges - TUTTE LE OPERE - I MERIDIANI - Mondadori 1985-86

                                            Borges a 20 anni                     Borges a 78 anni (Foto De Blasi)

Non sono così impudente  da tentare la recensione dell'imponente opera di Jorge Luis Borges, né di scrivere un saggio sulla sua poetica, né azzardare un'analisi dei temi ricorrenti nei suoi scritti in prosa. Questo post ha il solo scopo di invogliare alla lettura di questo grande autore. Se, ricorrendo all'abusato luogo comune, mi si chiedesse quale libro porterei nella fatidica isola deserta, non avrei alcun dubbio nell'indicare i due volumi dei Meridiani che Mondadori gli ha dedicato nel 1984.

Entrambi i volumi sono arricchiti da una lunga prefazione-biografia di Domenico Porzio, che ha incontrato piu volte Borges nel piccolo appartamento in calle Maipù a Buenos Aires, e ne descrive la vita semplice che il grande vecchio della letteratura vi conduceva e la sua grande amabilità.

 Peccato che Porzio, a proposito dei versi  Los ritmos rojos del 1921, evidenzi il solo aspetto  ultraista di quelle poesie, omettendo di dire che quei versi erano un'apologia della Rivoluzione Russa, perché nel 1920 -come spiegò a suo tempo lo stesso Borges - essere comunista significava un'idea di fraternità fra tutti gli uomini, e la soppressione delle frontiere.

Questo appunto non è marginale se si considera le polemiche che scatenò nel mondo l'incontro tra il poeta e il dittatore argentino Videla, che costò a Borges quel premio Nobel che meritava e che il politically correct dell'Accademia svedese gli negò.

Questa che segue è la copia autografa di RUSIA che fa parte di Los ritmos rojos, trovata girando per i meandri di internet, dove notoriamente si trova di tutto.







Nel primo volume dei Meridiani, dopo l'Introduzione e la Cronologia, abbiamo: Fervor di Buenos Aires, Luna di fronte, Quaderno San Martin, Evaristo Carriego, Discussione, Storia universale dell'infamia, Storia dell'eternità, Finzioni, L'Aleph, Altre inquisizioni, L'artefice.
Il secondo volume contiene, dopo il seguito dell'Introduzione: L'altro, lo stesso; Per le sei corde, Il manoscritto di Brodie, L'oro delle tigri, Il libro di sabbia, La rosa profonda, Prologhi, La moneta di ferro, Storia della notte, Tigri azzurre, La cifra, Saggi danteschi, Atlante, Epilogo.

Ogni opera presente nei due volumi è preceduta da un Prologo, scritto per questa occasione, mentre in alcuni casi viene mantenuta anche la Prefazione apparsa in alcune edizioni precedenti. Già la lettura di questi preamboli, dove l'Autore spiega circostanze del testo, sono godibili per la loro serena semplicità, anche quando il testo e tutt'altro che semplice.

Fervor di Buenos Aires (1923) è preceduta da  questa splendida avvertenza:

A chi mai leggerà
Se le pagine di questo libro consentono qualche verso felice, mi perdoni il lettore la scortesia di averle usurpate io, previamente. I nostri nulla differiscono di poco; è banale e fortuita la circostanza che sia tu il lettore di questi esercizi, ed io il loro estensore.

Come si fa a non amare questo poeta?
La particolarità delle opere di Borges - e motivo principale perché le porterei nella famosa isola deserta - è che possono essere lette in continuazione ed ogni volta è come se le letture precedenti non fossero bastanti; con la poesia è la norma, ma con i testi di prosa funziona solo in presenza di opere veramente rilevanti. e questi di Borges lo sono tutte, dall'unico romanzo Evaristo Carriego, a Finzioni alle incredibili Storie, le Altre inquisizioni ecc., tutte richiedono ulteriore lettura e ogni volta si scopre un aspetto che ce le rende sublimi.

venerdì 20 aprile 2012

Antonio Tabucchi - I VOLATILI DEL BEATO ANGELICO - Sellerio 2012 - € 10,00


  
Questi ineffabili racconti di Tabucchi disvelano il suo autore molto più di quanto non faccia l'ormai classico e ineccepibile Sostiene Pereira, troppo celebrato per poterne parlare in questo blog.

 Il racconto che dà il titolo alla raccolta, narra l'incontro di Fra' Giovanni da Fiesole con tre creature alate, antropomorfe, letteralmente piovute dal cielo, che gli chiederanno di essere rappresentate negli affreschi che il frate pittore sta eseguendo.

 Segue Passato composto. Tre lettere. La prima lettera e di Don Sebastiano de Aviz, re di Portogallo (1554-1578), a Francisco Goya, pittore, nato due secoli dopo. La seconda lettera è di Mademoiselle Lenormand, cartomante di Napoleone a Dolores Ibarruri, rivoluzionaria, comunista, la Pasionaria della guerra civile spagnola. La terza lettera è di Calipso, ninfa a Odisseo, re di Itaca.

Gli altri nove racconti che seguono: L'amore di Don Pedro; Messaggio dalla penombra; La frase che segue è falsa.La frase che precede è vera; La battaglia di San Romano; Storia di una storia che non c'è; La traduzione; Le persone felici; Gli archivi di Macao; Ultimo invito; non si discostano dalla cifra che tutti li pervade, un senso profondo di precarietà, un fantasioso percorso tra coincidenze, equivoci, "rumore di fondo", come li ha definiti l'autore.  

Per i lettori  del solo Sostiene Pereira, l'incontro con questo Tabucchi è sorprendente; se amassi gli innaturali accostamenti tra autori, direi che per molteplicità di interessi, per varietà di tecnica narrativa, mi ha ricordato molto il Borges di Finzioni.

sabato 14 aprile 2012

Alberto Vigevani - ESTATE AL LAGO - Feltrinelli Editore - 1958 - £ 350



Scritto tra il 1955 e il 1956 questo struggente romanzo di formazione di Alberto Vigevani (1918-1999), viene edito nel 1958, nella Serie Scrittori d'Oggi della Universale Feltrinelli, Sellerio lo ha riproposto nella sua bella collana La memoria nel 2001.

 Chi e' stato, anzitutto, Alberto Vigevani? Non posso che rispondere: uno scrittore; anzi un poeta che ha scritto romanzi. I suoi romanzi formano un corpus coerente e nutrito; e nella sua visione dell' umanita' attraverso i suoi romanzi, pur nella varieta' dei contesti, c' e' un carattere costante. Forse appunto quello che ho chiamato "tenero". Una delicatezza di linguaggio e di sentimenti resa forte dalla struttura rigorosamente storica.
 Così il citatissimo ricordo che Lalla Romano rilasciò al Corriere della Sera  il 27 marzo 1999, all'indomani della  scomparsa dello scrittore milanese..

Per Carlo Fruttero la riscoperta di Alberto Vigevani da parte della Sellerio è occasione di una acuta e condivisibile analisi:

 Non si tratta di recuperi, ripescaggi, rivalutazioni, orribili termini di provenienza industrial-borsistica. Sono scoperte, allora? Neppure, o lo sono semmai nel senso di certi astri su cui non ci si è curati di puntare il telescopio ma che stavano lì da sempre, in orbite più lontane o più vicine ma necessari quanto la luna, si può constatare, ora che sono in vista.

Particolarmente interessante quanto Fruttero dice su tre romanzi che costituiscono il nucleo centrale dell'opera narrativa di Vigevani, paragonandoli alle parti di una sinfonia di cui Estate al lago rappresenterebbe il primo tempo, un largo, mentre La febbre dei libri (2001) un allegretto e a chiudere la sinfonia Lettera al signor Alzeyran (2005) come un andante maestoso agitato.


Sentite con quanta precisa eleganza Fruttero riassume la vicenda di Estate al lago,
 Un adolescente alle prese coi primi tormenti, entusiasmi, struggimenti, vortici emotivi della sua età passa un’estate in una villa sul Lago di Como. C’è la famiglia, ci sono i compagni di giochi, le biciclette, i gelati, le barche a vela, ma ogni cosa è evocata attraverso una specie di tremolio acquatico, instabile e scintillante, e tuttavia con una precisione al tempo stesso intensissima ed effimera. La mutevolezza incessante del lago è specchio perfetto agli slanci e alle ritrosie del giovane protagonista, sole e nuvolaglia, subdole correnti e immobilità estatica si alternano dentro e fuori di lui.
Per finire, un piccolo saggio della elegante prosa di Vigevani, dove descrive come l'adolescente Giacomo  sia attratto dalla figura di una bagnante, una signora straniera sulla spiaggia del lago:

Risaliva lentamente collo sguardo la spiaggia, in attesa del momento in cui, dai piedi congiunti, piegati in un già accenno di curva, avrebbe ritrovato la figura intera della donna. A lungo vi appoggiava gli occhi, col timore che potesse accorgersene, o per scacciare una mosca si muovesse, rompendo l'incanto che gli faceva trattenere il respiro. Stava supina su un accappatoio turchino, le lunghe gambe che si riempivano nelle cosce, più chiare e appena offuscate dal sole. Era una forza viva, quel lungo corpo immobile, capace di ossessionare per la purezza della linea che raggiunta la curva delle reni saliva alla schiena, incavata nella posa di sostenere il sottile collo sui gomiti; lo abbagliava senza mai deluderlo, in mezzo allo scuro formicolare dei bagnanti sotto il sole, come una chiazza di luce vivida, spiovente dall'intrico fitto di foglie di alberi annosi e contigui. Era una straniera e sceglieva sempre quel punto appartato, accanto all'insenatura in cui metteva la barca.
E ancora:
Era castana, d'occhi e  capelli, con qualche filo biondo che le sfuggiva sul collo. E come ritirava, col braccio teso, in un atteggiamento morbido e veloce di tutto il corpo, l'accappatoio dalla sabbia, trascinandolo con lieve indolenza dietro a sé, Giacomo rimaneva a seguire senza fiato la sua figura dalle gambe affusolate e la vita stretta sopra i fianchi appena oscillanti. Ma tale ricchezza di forme, in lei, non svegliava il suo desiderio: piuttosto, quasi tradotte in segni, filati ed eleganti, tutto intorno ad una gran tazza di cristallo, un seguito di evasive immagini di bellezza, la cui apprensione gli durava come se nella solitudine non ritrovasse alla fine altro entro di sé.
Una prosa incantevole, con una ricchezza di immagini che non è frequente nella nostra narrativa, specie in quella contemporanea.

giovedì 12 aprile 2012

Andrea Camilleri - IL DIAVOLO, CERTAMENTE - Mondadori 2012 - € 10,00

                                              

Per togliere l'impressione che questo blog si occupi solo di vecchi libri, quelli stampati negli anni '50 e '60 del secolo scorso, eccone uno fresco fresco di stampa, che inaugura la nuova collana Mondadori libellule.

Il formato è leggermente più largo, la copertina resa più robusta da due bandelle (o alette) che costituiscono la 2^ e la 3^ di copertina, che riportano una succinta introduzione al testo e una breve buografia dell'autore. Peccato la scarsa qualità della carta, speriamo almeno riciclata. Ma per 10 euro non si può pretendere troppo.

Dobbiamo a Raffaele La Capria la presentazione della collana, con questi accattivanti versi:


Libellula, chi ti diè questo nome?
Chi scelse la successione musicale delle labiali,
li - bel - lu - la,
come note uscite dai tasti di un pianoforte?
Due grandi e colorate ali trasparenti, tremule e trepide, quelle sei tu.
E tanto alata sei che quando sorvoli le acue stagnanti e l'erbe dei prati
di te solo le ali si vedono, velate veline di seta lucente.
A volte ti fermi nell'aria, tu, senza peso e imponderabile, leggera aligera.
Se lieve sulla pista di ghiaccio io vedo una fanciulla
che forma aeree figure danzanti, e sicura volteggia, salta , si leva e atterra,
è a te che penso, a te paragono la sua leggerezza.
"Come una libellula"
vuol dire una controllata eleganza in una liberata energia.
E controllata eleganza e liberata energia, come la tua, cerca nelle sue frasi
lo scrittore mentre vola la sua fantasia
e a volte si ferma - come fai tu - e a volte arretra - come fai tu -,
sospeso anche lui e oscillante, accampato a mezz'aria.
Libellula, bella libellula, dai a lui le tue ali.


Andrea Camilleri è una sorpresa continua, un proliferare instancabile di invenzioni narrative.

In questo suo ultimo lavoro il diavolo, certamente ci mette decisamente la coda nei 33 racconti di 3 pagine ciascuno, perché - spega Camilleri - scriverne 66 di 6 pagine ciascuno, forse più aderente all'idea generale del lavoro, era un  impegno troppo gravoso. Superfluo ricordare che 666 è il numero che simbolicamente rappresenta la bestia, in epoca contemporanea il diavolo.

In ciascuno di questi racconti - tutti divertenti, paradossali, imprevedibili - dove la varia umanità si esprime con le sue bassezze, i suoi slanci, i suoi desideri, l'imponderabile stravolge il normale corso della storia, regalandoci un finale a sorpresa.

 E' il diavolo che ci ha messo la coda? o il fatum o il destino già scritto, come che sia il divertimento è  assicurato.