lunedì 14 aprile 2014

MORTE A VENEZIA di Luchino Visconti - a cura di Lino Micciché - Cappelli Editore 1971 - £ 4.000


Sotto il titolo dal soggetto al film, la Casa Editrice Cappelli ha edito negli anni '70 una collana cinematografica diretta da Renzo Renzi (1919-2004), noto scrittore e regista, che ricordo per il delirante fatto di cronaca politico-giudiziaria che lo coinvolse nel 1953, quando, grazie al clima clerico-fascista dell'epoca, insieme a Guido Aristarco fu arrestato e condannato da un Tribunale militare per vilipendio alle forze armate, per aver scritto il soggetto di un film che non fu mai realizzato: L'armata s'agapò. 

Ma di questo e del ricordo che ho  delle scritte fasciste sui muri di Roma, ingiuriose nei confronti di Aristarco e Renzi, ne parlerò in un'altra occasione.

Di questi volumi, preziosi compendi della nascita di un film, ne possiedo alcuni dedicati a Visconti e Fellini, e per chi ama il cinema d'autore sono dei riferimenti irrinunciabili. 

Questo dedicato alla Morte a Venezia di Visconti ha un corposo indice:
  • Visconti e le sue ragioni di Lino Micciché, a cui segue una Bibliografia su Visconti.
  • Mann su "La morte a Venezia", tratto da lettere a Mahler, Weber ed altri corrispondenti, ma anche opere varie, quali il Saggio autobiografico del 1930  nel quale Thomas Mann parla diffusamente di questo suo fondamentale racconto.
  •  Un incontro al magnetofono con Luchino Visconti, dove Lino Miccichè, con le sue domande, scava e analizza ogni aspetto del film, criticando apertamente il regista,  come non ci si aspetterebbe di fronte al mostro sacro Visconti. Qui si apprendono anche le ragioni per cui Aschenbach, che nella novella è un letterato, nella trasposizione  filmica  Visconti lo trasforma in un musicista.
 Seguono altre interviste a:
  •  Nicola Badalucco (sceneggiatore)
  • Franco Mannino (musicista)
  • Mario Gallo Produttore
Quindi la parte più propriamente tecnica, ma anche la più interessante per gli amanti del cinema:
  •  la prima scaletta-trattamento, quindi 
  • la sceneggiatura letteraria, e infine
  • la sceneggatura desunta, quella tratta direttamente dal materiale girato  che non sempre coincide con quanto previsto dalla sceneggiatura letteraria.
L'ultima voce dell'indice riguarda i titoli, con i nomi di tutti coloro che in qualche modo hanno prestato la loro opera nel film.
 La parte centrale del volume è dedicata, come non potrebbe essere altrimenti, alle moltissime fotografie, alcune a doppia pagina, molte a colori, del fotografo di scena Mario Tursi.

Riconoscibile Romolo Valli, l'impeccabile portiere dell'Hotel des Bains


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