giovedì 23 aprile 2015

Sandro Pertini - SEI CONDANNE DUE EVASIONI - Oscar Mondadori 1974 - £ 900


Di Sandro Pertini (1896-1990) ho sempre ammirato la dirittura morale e il forte carattere, simili a quelli di un altro grande italiano, suo coetaneo anch'egli ligure: Umberto Terracini (1895-1983).

Nel panorama della letteratura antifascista questo libro è uno dei più forti e singolari, e, nello stesso tempo, uno dei più originali contributi alla conoscenza della storia d'Italia nel periodo fascista. 

Costituito,  oltre che dai documenti dei tribunali che si sono occupati del pericoloso sovversivo Alessandro Pertini detto Sandro, da telegrammi, rapporti, verbali delle prefetture, del Ministero dell'Interno, da  informative delle questure e  dalle anonime soffiate degli informatori  dell'OVRA, ma anche da lettere a famigliari e amici, dove emerge con chiarezza l'impazienza, l'intransigenza e l'ansia d'azione di Pertini e dei suoi compagni di lotta.

Il libro mette in luce un aspetto forse poco conosciuto dei provvedimenti repressivi e della tecnica dell'inquisizione fascista, che aveva a disposizione - è bene ricordarlo - non solo la struttura del partito, ma tutto l'apparato statale.

Dal verbale di interrogatorio del 23 maggio del 1925. 

Contestatogli i reati come in atti specificati invitato a presentare le sue discolpe e diffidato che se anche non risponde si procederà oltre nella istruttoria.

Risponde: "Confesso pienamente di avere io stesso e da solo compilato fatto stampare e quindi distribuito il foglio a stampa rammostratomi dalla S.V. intitolato Sotto il barbaro dominio fascista e del quale un rilevante numero di copie venne trovato nel mio domicilio da parte della polizia giudiziaria e posto in sequestro. Escludo che qualsiasi altra persona abbia preso parte alla compilazione e alla distribuzione del foglio, quale io scrissi colla piena consapevolezza delle mie azioni, in corrispondenza della profonda fede politica che io professo, quale iscritto al partito socialista unitario.

Sembra quali di sentirla la sua voce fiera e squillante con la quale dichiara con orgoglio la militanza nel partito socialista e l'assunzione - ci mancherebbe altro - della piena responsabilità del reato. Come quando accusato ingiustamente da un secondino di averlo offeso con parole oltraggiose, anziché consentire di essere giudicato dal direttore del penitenziario, che era forse disposto a chiudere l'incidente bonariamente, esige ed ottiene di essere giudicato da un tribunale, nella speranza di poter accusare pubblicamente il regime: il processo si svolgerà a porte chiuse e sarà di nuovo condannato.

Si legge come un libro di avventure ed è uno spaccato di storia italiana; patetico ma soprattutto impotente l'accanimento del regime fascista nei confronti di uomo forte dei suoi ideali di libertà, che nessuna repressione potrà piegare. Il Presidente più amato dagli italiani, lo è meritatamente!
 
Lettura adatta in occasione del 70° anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo.