mercoledì 6 maggio 2015

Edoardo Nesi - STORIA DELLA MIA GENTE - Bompiani 2012 - € 12,00


Devo essere sincero, parlo di questo libro perché un'amica che stimo me lo ha prestato  perché lo leggessi, non lo avrei comprato neanche se lo avessi sfogliato in libreria e constatato che era scritto in modo coinvolgente e appassionato. 

Mi avrebbe bloccato anche quel richiamo in copertina Vincitore premio Strega 2011, con il logo dello sponsor, che mi sembra una vera caduta di stile.

Non lo so, forse dipende dal fatto che lego l'immagine del Premio Strega - partecipanti e vincitori - a romanzi con i quali sono cresciuto e che mi hanno formato, opere di scrittori che hanno rinnovato la letteratura italiana contemporanea, da Flaiano a Pavese, da Buzzati a Tomasi di Lampedusa, da Calvino a Moravia, dalla Morante alla Ortese, e poi Volponi, Arpino, e la Ginzburg, e Soldati.... Da un certo momento in poi a me sembra che le ragioni ispiratrici del premio Strega - così come ce le ha raccontate Maria Bellonci quando si inventò questo premio - siano cambiate e rispondano a criteri che mi sono estranei.  

Il libro è interessante, la scrittura intrigante, piaciona come si usa dire oggi, con tutti i riferimenti giusti e citazioni appropriate,  ma non ho sentito quel cazzotto che ogni tanto la letteratura sfera al mondo, che gli attribuisce un gereroso Sandro Veronesi in quarta di copertina. 

L'autore a me sembra sempre troppo compiaciuto di se stesso: come industriale dell'azienda tessile di famiglia, dei successi ottenuti quando gli affari andavano bene, degli aperitivi alla Capannina, ma compiaciuto anche quando diventa vittima del turbo-capitalismo, che ha asfaltato tutto il settore tessile e lo ha costretto a vendere la sua azienda; compiaciuto di aver scelto di essere scrittore, del resto ha ragione: con undici titoli al suo attivo, di cui uno portato sullo schermo e da lui stesso diretto, non è male per un ragazzo nato nel 1964.


Scrive  Nesi:

Devo ammettere che non ho quasi mai condiviso le idee del presidente della Bocconi (.....) Questa è la mia gente, professor Monti. La mia gente che in tutta la vita non ha fatto altro che lavorare. Siamo milioni, e mi perdonerà se la coinvolgo in questo libro dolente, in questa disperata battaglia che le parrà di retroguardia,  ma è assolutamente necessario che da ora in poi lei si ricordi di noi quando ragiona di politiche comunitarie con le persone più potenti del mondo, altrimenti ci metto poco a mandarle a Milano Tacabanda e i suoi ragazzi, a scuotere i cancelli della Bocconi.

La denuncia portata avanti nel libro nei confronti della classe politica italiana, ma anche  europea, di aver tradito le aspettative delle piccole e medie imprese, di averle abbandonate di fronte  all'invasione cinese, è forte, ma  tardiva e contraddittoria, almeno considerando le scelte operate dallo scrittore quando decide di scendere (o salire) in politica, ma anche quando giustifica la sua famiglia che affitta i capannoni ai cinesi «tutti gli imprenditori pratesi affittano ai cinesi, non vedo perché mio padre o mio zio non possano fare altrettanto», ha dichiarato al quotidiano Il Tirreno lo stesso Nesi nel giugno del 2012. Bah! 

 




















Assessore alla Cultura e allo Sviluppo Economico nella Provincia di Prato per il PD, non esita a dimettersi, abbagliato dal progetto di Cordero di Montezemolo, e aderire a Italia Futura, che lascia un anno dopo facendosi eleggere alla Camera dei Deputati (siamo nel 2013) con Scelta Civica di Monti ("Sto con Monti, ha salvato l'Italia"), ma alla fine dello stesso anno è folgorato da Matteo Renzi. Un vero uomo del fare, che sa sempre da quale parte stare, un vincente, come uomo politico e come scrittore.

«Un libro è il prodotto di un io diverso da quello che si manifesta nelle nostre abitudini, nella vita sociale, nei nostri vizi», non so se questo autorevole giudizio si possa applicare a Storia della mia gente e al suo autore, ma tutto sommato chi se ne frega?