lunedì 21 dicembre 2015

John Grisham - IL BROKER - Mondadori 2006 - € 5,00



Questo Grisham l'ho ricevuto molto tempo fa, insieme ad un mucchio di altri libri, da quel mio fratello che periodicamente deve disfarsene per problemi di spazio. Non lo avrei mai comprato, non è il genere che prediligo, inoltre ho una forma di idiosincrasia per i bestseller al punto che, quando mi trovo ad acquistarne di un  qualche autore che amo tipo Eco, lo faccio decantare nella libreria anche un anno prima di leggerlo. Sintomo maniacale di lieve entità, che può comportare però, come è accaduto più volte, di dimenticare di aver comprato quel tal libro. 
Per tornare a Grisham, ho deciso di leggerlo solo dopo aver scoperto che, come Almost blue di Lucarelli, anche Il Broker è ambientato a Bologna; naturale quindi la curiosità di vedere  come veniva rappresentata, da questo avvocato americano che è stato anche deputato democratico dal 1983 al 1990, una città italiana così particolare.
Bologna è una città che conosco superficialmente, essendoci stato poche volte, prevalentemente di passaggio, o per aver girato solo nel suo centro storico. La sorpresa di trovare in questo legal-thriller una descrizione così particolareggiata della città, è stata grande. Tanto che da questo libro ho appreso che:

Da otto secoli il santuario dedicato a San Luca (*) veglia sulla città dal Colle della Guardia, avamposto appenninico alto oltre trecento metri. Per arrivarci senza bagnarsi o scottarsi i bolognesi decisero di costruire ciò che sapevano fare meglio: i portici. A partire dal 1674, e andando avanti senza interruzioni per sessantacinque anni, realizzarono una serie di archi: 666 su un percorso che con i suoi 3,6 chilometri è il portico più lungo del mondo. (.......) Per finanziare quel gandioso progetto Bologna impiegò la sua notevole ricchezza. E, in una rara dimostrazione di coesione tra le fazioni in lotta, ogni arco del porticato fu realizzato grazie alle donazioni provenienti da mercanti, artigiani, studenti, congregazioni religiose e famiglie nobili. Per lasciare una traccia della loro partecipazione, e quindi per assicurarsi l'immortalità, ciascuno ebbe l'autorizzazione di affiggere una targha di fronte al proprio arco.   

(*) In realtà, dedicato alla Madonna di San Luca.




So benissimo che quando si ambienta un romanzo in una data città, è necessario documentarsi, conoscere il nome delle strade, dei posti più importanti per rendere realistica la narrazione, ed oggi con internet è decisamente più facile farlo, che non quando Emilio Salgari - uno degli autori più prolifici italiani - passava giornate intere alla Biblioteca Civica Centrale di Torino consultando mappe e racconti di viaggi esotici, alla ricerca di ambientazioni e spunti per i suoi racconti. Ciò non di meno, va dato atto al bravo Grisham di aver raccontato molto bene Bologna, tanto da risvegliare in me il desiderio di tornarci per visitarla bene, come merita.


Del romanzo non racconto niente, perchè di un thriller non si deve dir niente, e poi detesto quelli che per radio o televisione non riescono a parlare di un libro o di un film senza raccontarlo. Mi limito a dire che è' avvincente, come dev'esserlo un thriller, ha un ritmo incalzante, è scritto molto bene e non ci si annoia a leggerlo.