sabato 15 agosto 2015

John Steinbeck - LA LUNA E' TRAMONTATA - Oscar Mondadori n 5 - 1965 - £ 350


Che questa'opera del 1942 di John Steinbeck (1902-1968) sia stata originariamente pensata  come testo teatrale (con il titolo "The New Order"), è abbastanza evidente perché tutto lo ricorda: le scene di interni, i lunghi dialoghi, il carattere didascalico della parte narrativa.  gli agenti teatrali rifiutarono l'opera perchè, come apprendiamo da Wikipedia, consideravano che la prospettiva di un'invasione e occupazione degli Stati Uniti potesse scoraggiare il morale dei combattenti e dei loro familiari. Decise quindi di trasformarlo in romanzo e di spostare l'ambientazione in Norvegia. Dopo la pubblicazione, ne uscì una versione teatrale, rappresentata per la prima volta a Broadway l'8 aprile 1942 e pubblicata dal "Dramatists Play Service" di New York lo stesso anno.
La morale, l'insegnamento de La luna è tramontata, è l'insopprimibile anelito alla libertà di un popolo che non si lascia asservire dal nemico invasore. Pur essendo stata scritta in giorni di pericolo per la civiltà, quando le armate tedesche avevano già invaso e occupato gran parte dell'Europa e il Giappone era all'offensiva nel Pacifico, il romanzo trascende la cronaca e amplia il discorso sul valore etico dell'uomo.
Centrale è la figura del vecchio sindaco Orden che, al pari  del suo amico dottor Winter, rappresenta il sapiente, cioé colui in grado di riconoscere l'indefinibilità assoluta del bene, possedendo in quanto sindaco da sempre, la scienza di ciò che è utile per la comunità intera. Non è casuale che il romanzo, chiamiamolo così, ma sarebbe interessante leggere anche la versione per il teatro, finisce con il sindaco Orden che si reca alla sua fucilazione recitando, in coppia col dottor Winter, l'Apologia di Socrate.

 Il sindaco Orden spiega al colonnello Lanser, comandante dell'esercito invasore:


«Vedete, signore, nulla può mutare la situazione. Voi sarete disfatti e scacciati.» La sua voce era morbida, sommessa. «I popoli non amano essere conquistati e per questo non lo saranno. Gli uomini liberi non possono scatenare una guerra, ma una volta che questa sia cominciata possono continuare a combattere nella sconfitta. Gli uomini-gregge, seguaci di un capo, non possono farlo, ed ecco perché sono sempre gli uomini-gregge che vincono le battaglie e gli uomini liberi che vincono le guerre. Vi accorgerete che è cosi, signore.»