lunedì 27 agosto 2018

Raymond Chandler - IL GRANDE SONNO - Corriere della Sera - 2017


Nello spazio che la COOP di Genzano riservata allo scambio di libri  tra i suoi clienti, fra tanta paccottiglia lasciata lì in alternativa al cassonetto del riciclo, avviene, anche se raramente,  di trovare qualche gioiellino, in questo caso il più classico della narrativa poliziesca americana!

Raymond Chandler (1988-1959), scrittore e sceneggiatore, il più importante narratore del genere hard boiled, il genere poliziesco americano creato da Dashiell Hammett negli anni venti, più realistico di quello deduttivo di tipo europeo, duro e violento come è spesso la realtà.

Chandler crea con questo romanzo del 1939, il romanzo ha la mia stessa età,  il personaggio di  Philip Marlowe, che servirà da modello per (quasi) tutti i detectives privati che verranno nel corso degli anni.

Caratteristica fondamentale del detective è quella di essere un po' orso e lavorare da solo; l'età è sempre compresa tra i 35 e i 45 anni, ed è un tipo molto "duro". Non ha molti amici, vive da solo e la sua "dieta" consiste in uova fritte, caffè nero, sigarette e whiskey.

Perennemente al verde, tuttavia, chiede sempre una paga piuttosto bassa. I casi di cui si occupa, a prima vista, sembrano essere semplici e lineari, quasi sempre si rivelano invece abbastanza intricati, costringendo così il detective ad intraprendere una sorta di odissea attraverso gli scenari urbani che lo porta a scontarsi, spesso, con la malavita organizzata.

E' un personaggio laconico, abituato ad esprimersi per monosillabi; spesso usa metafore colorite, è sarcastico e dotato di un sottile senso dell'umorismo, eccone un esempio con una cliente stanca di aspettarlo nel suo ufficio:

«Oh, vi siete alzato finalmente.. » disse arricciando il naso all'indirizzo del divano rosso sbiadito, delle due poltroncine semigodibili, delle tende di rete che reclamano una buona lavata e del tavolo libreria, tipo scolaretto, con sopra le solite venerande riviste, indispensabili per conferire una specie d'aria professionale all'ambiente. «Stavo cominciando a credere che lavoraste a letto la notte come Marcel Proust.»  «E chi cavolo è?» mi misi una sigaretta in bocca e stetti a osservarla. Era palliduccia e tesa; ma non pareva portata a perder le staffe.«Uno scrittore francese, specialista in degenerati. Non credo che lo possiate conoscere.»  «Davvero?» dissi. «Beh, passate nel mio boudoir.»

L'utilizzo del termine boudoir da parte di Marlowe, fa intendere che il brusco detective ha una certa dimestichezza con la letteratura francese e, per associazione di idee, al termine degenerati risponde con un'allusione alla nota opera del Divin Marchese.

E' una lettura piacevole e l'intrigata storia funziona ancora, impreziosita da quella pàtina un po' retrò che le conferisce un fascino ineguagliabile, dove il ricordo della coppia Humphrey Bogart e Lauren Bacall nel bel film di Howard Hawks del 1946, contribuisce ad arricchire.




Raymond Chandler






















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