

Questo di Andrea Camilleri è forse il più "stranu" dei racconti, leggendolo ci si sente "strammati": il racconto avviene attraverso articoli di giornale, relazioni di pubblica sicurezza, rapporti dei Carabinieri, lettere e anche scritte sui muri della cittadina di Vigàta, anno 1890.
Cosa è accaduto? Durante la sacra rappresentazione del Venerdì Santo il ragioniere Antonio Patò, direttore della locale sede della Banca di Trinacria, funzionario irreprensibile, marito integgerimo e padre amoroso, oltre che apprezzato "Giuda" nella predetta rappresentazione, scompare nel nulla. Dove è andato? E' morto o si è nascosto? Pubblica Sicurezza e Carabinieri sono allertati, i giornali sono in fermento: bisogna far luce sul mistero prima che lo scandalo si estenda dall'isola a tutto il Regno.



(dalla 4 di copertina)
C'è da chiedersi a quale lettore Camilleri pensasse, se al lettore empirico o al lettore modello, secondo le definizioni che ne da Eco in
Lector in fabula,(Bompiani, 1979).
Sicuramente si tratta di una lettura più adatta al lettore modello, quello meno pigro, dotato di curiosità e anche disposto a ricostruire mentalmente la vicenda che i documenti fanno intravedere.
Una lettura sfiziosa, intelligente, divertente e divertita, anche per il linguaggio che cangia a seconda del medium: curia, carabinieri, questura o giornale locale e con un finale a sorpresa, degno di un grande giallista e di uno smaliziato osservatore della realtà italiana.
Lector in fabula,(Bompiani, 1979).
Sicuramente si tratta di una lettura più adatta al lettore modello, quello meno pigro, dotato di curiosità e anche disposto a ricostruire mentalmente la vicenda che i documenti fanno intravedere.
Una lettura sfiziosa, intelligente, divertente e divertita, anche per il linguaggio che cangia a seconda del medium: curia, carabinieri, questura o giornale locale e con un finale a sorpresa, degno di un grande giallista e di uno smaliziato osservatore della realtà italiana.
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