lunedì 11 marzo 2013

Mario Soldati - L'ARCHITETTO - Rizzoli 1985 - £ 16.000



C'è una frase di Graham Greene, vecchio amico di Mario Soldati, che è riportata  da Antonio Dini nella terza di copertina : "La verità non ha mai avuto per nessuno un autentico valore. Forse è uno scopo che matematici e filosofi perseguono come un simbolo. Ma nei rapporti umani gentilezza d'animo e bugie valgono mille verità".

In questo provocatorio assioma che, se non si è troppo ipocriti, nella pratica quotidiana  verifichiamo spesso, è racchiuso il senso di questo romanzo. L'architetto Vittorio Franzi, anziano libertino - come l'autore - da Chicago, dove costruisce un centro universitario, registra per la gelosa moglie in Italia, un messaggio destinato a far chiarezza sui reciproci tradimenti. 

Come in tutti i romanzi di Soldati, niente è veramente quello che sembra, c'è sempre una verità ulteriore e le sorprese per il lettore sono continue. Qui Soldati approfondisce i temi più intimi dell'esistenza: amore, gelosia, desiderio, vita coniugale. Soldati come sempre affascina con la sua prosa semplice ma ricca di risvolti commoventi e divertenti insieme.


I fatti contano, certo, ma non contano mai come i pensieri, i desideri, le riflessioni che noi riveliamo quasi sempre con le nostre bugie appunto perché non sono ancora fatti ! Quante bugie-verità vorrei sapere , di te e di me, rimaste oscure !
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No, non è una finzione, perché nella realtà fisica è stato proprio così: il destino o, se vuoi, una nostra più o meno cosciente cautela, ci ha sempre risparmiato la volgarità del vero guaio, ci ha sempre salvato da un incidente così sgradevole.
Allo  stesso tempo, invece, è si, una finzione, perché tu e io sappiamo benissimo come stanno le cose: se per un momento trascuriamo la frequenza del fatto e l'identità del terzo personaggio, tu e io sappiamo benissimo che tu mi hai tradito e che io ti ho tradita.

Non sarebbe, dunque, finzione, sarebbe, è realtà senonché è una realtà ambigua, bivalente, che nel suo più profondo significato contiene nascosto un nucleo di falsità, così come la prima e superficiale apparenza del fatto, quella apparenza che ci siamo abituati a chiamare finzione, contiene invece la verità, ciò che più importa di tutta la verità.

L'ultima sorpresa ce la riserva la segretaria dell'architetto nell'ultima pagina del romanzo, ma non svelo niente, nel caso sia riuscito con questi criptici stralci a suscitare una qualche curiosità in  nuovi lettori.