martedì 18 febbraio 2014

COMŒDIA - Edizioni Mondadori Milano - Rivista quindicinale di commedia italiana e straniera e di vita teatrale - 1923 - £ 2,75



C'è poco da fare: quando apro uno scatolone di vecchi libri e riviste e trovo un esemplare come questo, una rivista di teatro vecchio di novant'anni!, mi prende insieme alla commozione anche il rammarico, per quanto la fuga dalla guerra ci ha costretto ad abbandonare in previsione dello sbarco di Anzio; non certo beni preziosi che in casa hanno sempre latitato, ma  casse colme di libri, riviste, lastre fotografiche, negativi, bromoli, fotografie, perché in casa il pane poteva anche mancare, ma non la carta stampata e il superfluo, e i conti presso gli edicolanti e librai erano sempre più lunghi e importanti dei conti del panettiere.


Questa storica rivista nasce nel 1919 e proseguirà nelle pubblicazioni fino al 1935, quando si fonderà con la rivista Scenario, che aveva visto la luce nel 1932. Insieme a Dramma e Sipario hanno fatto la storia del teatro italiano, presentando ogni mese nuove commedie, spettacoli e scritti critici di importanti specialisti e uomini  di teatro.


Questo numero presenta la commedia Lazzarina tra i coltelli, tre atti di Rosso di San Secondo (1887-1956), prolifico drammaturgo e romanziere, la cui opera, secondo alcuni, fu messa in ombra dalla grandezza del suo grande contemporaneo, Pirandello.


Scriverà di lui nel 1940 Ennio Flaiano recensendo un'altra sua commedia: In Rosso di San Secondo gli allettamenti del dopoguerra, la filosofia fra autodidatta e lirica dei villeggianti, il desiderio di evasione, gli urti tra la carne e l'anima trovarono il loro orecchio di Dionisio, si amplificarono freneticamente sino a far perdere il senso stesso della loro misura e importanza.
 
Di queste vecchie riviste amo in modo particolare mettere in evidenza le cose minori, ad esempio gli inserti pubblicitari, semplici ed ingenui com'era in uso allora.

In alto il floreale marchio di uno studio fotografico, nella centralissima Via San Paolo a Milano con un numero telefonico a 4 cifre!

Qui a fianco una bella immagine della poltrona Frau, della omonima azienda fondata nel 1912 da Renzo Frau, un cagliaritano pieno di idee e di iniziative vincenti. E' di questi giorni la notizia che gli attuali proprietari del marchio lo hanno ceduto agli americani per 243 milioni di euro.

Qui sotto La Voce del Padrone, un marchio che ha fatto la storia della musica, il cui negozio in via del Tritone 88/89 a Roma è stato per anni un richiamo per gli appassionati e che oggi.... è solo un negozio di scarpe e borse, come ce ne sono a migliaia....











Qui a fianco il trionfo a Londra del Teatro delle Marionette: Il pubblico londinese ha applaudito le marionette italiane sul palcoscenico del "Scala Theatre" con un entusiasmo degno di Tamagno o della Duse. L'arte nostra, affidata a degli attori di legno e di stoppa, ha ricordato agli inglesi che esiste un teatro italiano all'altezza dei tempi per novità e gusto".






E a proposito di marionette ecco qui di fianco l'enfatica presentazione della biografia di Benito Mussolini di Antonio Beltramelli (1879-1930) che all'epoca ebbe notevole successo.













Qui sotto, invece, la pubblicità di un noto purgante che tutti i nostri genitori ci somministravano ad ogni cambio di stagione, perché la saggezza popolare aveva riposto in questa procedura   la certezza di una buona salute. 


















La Pagina dell'Editore ci informa che 

S.E. de Stefani (*), ha onorato con la Sua presenza i nostri Stabilimenti Poligrafici di Verona: S.E. de Stefani, il quale, dopo il grande discorso di Milano, facendo una rapida corsa nel Veneto, ha voluto dedicare parte del suo tempo all'esame di una moderna tipografia e del suo complesso funzionamento. S.E. de Stefani ha ripetuto senza alcuna riserva il giudizio più che lusinghiero per noi espresso già da S.E. Lupi (**) : giudizio che altamente ci onora e che meglio di ogni altro successo corona le nostre lunghe fatiche. Una moderna tipografia è per se stessa un mirabile organismo, in cui la perfezione delle macchine e l'intelligenza dell'uomo collaborano a creare qualche cosa che nei risultati molto somiglia ad un'opera d'arte. Il senso di questa collaborazione non può sfuggire a uomini come S.E. de Stefani, dotati dalla natura, oltre che di uno spirito pratico molto profondo, anche di un gusto artistico poco comune. Le maestranze hanno fatto all'illustre visitatore calorose accoglienze, ed Egli si è accomiatato da noi recando un fascio di fiori colti nei giardini annessi all Stabilimento e offertogli da una giovane operaia.

(*) Alberto de Stefani (1879-1969) Ministro Tesoro e Finanze dal 1922 al 1925                       
(**) Dario Lupi  (1878-1932) Sottosegretario all'Istruzione dal 1922 al 1925

Completano la rivista una panoramica  delle attività teatrali  a Milano, Roma, Napoli, Parigi, Madrid, Vienna, Budapest e Praga

Interessante, per i drammatici sviluppi che vivremo negli anni a seguire, la rappresentazione dal dramma di Tchirikow, Gli Ebrei in scena a Vienna, che qui è solo un presagio:

Un dramma di attualità per i paesi dell'Europa Centrale ed orientale, dove rinasce e si diffonde violento quanto mai l'antisemitismo ha avuto come interprete l'attore Reichert al "Raimundtheater": GLi Ebrei del russo Tchirikow. E' tesi dell'autore: le mura dei Ghetti che dopo secoli poterono finalmente essere abbattute vanno risorgendo più terribili delle costrizioni morali e nei provvedimenti che vari stati vanno prendendo per limitare ogni attività sia materiale che intellettuale degli ebrei. I figli dell'orologiaio ebreo Fränkel si vedono così precluse le vie dell'avvenire. Il maschio si da alle chimere del terrorismo politico, la figlia, la studentessa Lia, si uccide; il padre muore nel sogno disperato di coloro che non hanno una patria pur sentendone uno sconfinato desiderio. (Erminio Giovanardi)

Per la rubrica La Musica un bilancio artistico della stagione alla Scala


Col "Flauto Magico" si chiuse la grande stagione della scala che durò esattamente cinque mesi e dodici giorni. Dal 2 Dicembre al 14 Maggio.
Le recite furono 121 invece delle cento promesse e gli abbonati ne ebbero 65 invece delle 50 d'abbonamento.
Le mattinate furono 15 di cui sei popolari. Complessivamente le recite popolari furono 35.
Sono state rappresentate 15 opere, oltre un ballo, il Mahit di Pick Mangiagalli.
Le novità furono tre: Debora e Jaéle di Pizzetti; Mahit di Pick Mangiagalli e Belfagor di Respighi.
Delle opere della scorsa stagione furono riprodotte Falstaff, Maestri Cantori, Rigoletto, Barbiere di Siviglia, Boris Godunov, Quattro Rusteghi.
Quest'anno il repertorio scaligero fu accresciuto di: Lohengrin, Manon Lescaut, Cristoforo Colombo, Luisa, Lucia di Lammermor, Madame Sans Géne, Flauto Magico, oltre le tre sopracitate novità.
Le opere di autori italiani ebbero 82 rappresentazioni contro 39 di autori stranieri.
Bilancio dunque confortante sotto ogni aspetto!

Segue una Rubrica dedicata all'Operetta, una molto ricca di notizie dedicata ai Filodrammatici e un Notiziario dove si da conto del Movimento delle Compagnie Teatrali, dalle più grandi alle più piccole.

Difficilmente mi è accaduto di sfogliare una rivista di genere così completa. Complimenti al direttore Umberto Fracchia (1889-1930), scrittore, che nel 1925 fondò la Fiera Letteraria che diresse fino al 1928.