sabato 26 dicembre 2009

IL COLLEGA ALFREDO versus PASOLINI





Nel 1960 uscì per il Saggiatore questo volume di fotografie del  fotografo olandese Sam Waagenaar, contenente sette storie di P.P.Pasolini, con una bella prefazione di Alberto Moravia.
Sono istantanee e ritratti di donne, alcune famose,  le più popolane, borghesi e operaie, giovani e anziane, colte in momenti e luoghi diversi. Su questo materiale Pasolini costruisce delle storie. Storie di donne, impressioni di incontri con personaggi: la Magnani, Livia de Stefani e  bozzetti di ragazze di borgata, operaie, fruttarole, rappresentate queste ultime sempre come comparse, marginali, subordinate  rispetto ai loro compagni, vitali e animalesche, antiche nella sopportazione e nella durezza. Questa rappresentazione della donna del popolo è parte integrante della sua latente misoginia.


Sfogliando il volume appena arrivato in magazzino, lo sguardo cadde su una foto a pagina 87 e riconoscemmo la moglie del  nostro collega Alfredo, fotografata con delle colleghe sartine in Piazza di Spagna nella pausa pranzo. Dopo un primo momento di sorpresa e di soddisfazione leggemmo il raccontino  che accompagnava la foto: a parte l'ambientazione che per comodità situava  in  periferia, dava delle ragazze riprese una descrizione patetica, usando termini come smandrappate, scalcagnate, borgatare, bruttine, e ancora  messe insieme, senza un po' di delicatezza,  per attirare i maschi....Son li, chi le vuole se le piglia: povere operaie, bruttarelle e segnate dalla fatica, ma, per quella cosa, buone pure loro...

Le raffinate opere edite dal Saggiatore, per quanto Alberto Mondadori fosse uomo di sinistra,  non erano certo destinate alla classe operaie e nessuno poteva ipotizzare che il marito di una di quelle smandrappate descritte da Pasolini lavorasse nel magazzino Mondadori, che aveva appunto la distribuzione del Saggiatore. La denuncia collettiva per diffamazione nei confronti dell'autore e dell'editore partì immediatamente e, per evitare il sequestro del libro, questi pagarono una ingente somma per danni morali e scuse e giustificazioni e ringraziamenti per aver ritirato la denuncia.