sabato 11 gennaio 2014

Lillian Smith - GLI ASSASSINI DEL SOGNO - Biblioteca Moderna Mondadori 1957 - £ 350


Lillian Eugenia Smith (1897 - 1966), fu scrittrice, saggista e poetessa; ottava di dieci figli di una famiglia benestante originaria della Florida, ma in seguito stabilitasi nella Georgia segregazionista. 

Finanziariamente indipendente, di intelligenza aperta, non ebbe difficoltà a dedicarsi alle sue passioni: la musica e l'nsegnamento, che la portò tra l'altro ad insegnare  musica in un collegio femminile in Cina, ma soprattutto dedicarsi all'affermazione dei diritti civili. Alla morte del padre  diresse la  Laurel Falls Camp di Clayton (Georgia), prestigioso istituto di educazione, di impostazione innovativa, di arte, musica, teatro e psicologia moderna.

Deve la sua notorieta al fatto di essere stata all'epoca - anni '30-'40 - l'unica donna bianca meridionale che utilizzò tutta la sua intelligenza, cultura e mezzi finanziari per combattere apertamente la segregazione raziale e  di genere, in un ambiente apertamente e violentemente ostile. 



Lillian Smith, nonostante professasse profondi principi cristiani, non frequentava la chiesa e non si riteneva religiosa, fortemente critica per la intollerabile passività delle varie confessioni cristiane nei confronti delle tante  ingiustizie sociali e raziali di cui era testimone.

Nel 1944 pubblicò la sua opera più famosa, Strange Fruit, (pubblicato in italia da Mondadori nel 1956 nella mitica collana I Libri del Pavone col titolo Frutto proibito) un romanzo molto coraggioso; considerato che all'epoca la mescolanza razziale era un reato punito dalla cosiddetta legge di Jim Crow,  il romanzo della Smith andava ben oltre: raccontando  la storia di una relazione d'amore tra un bianco e una ragazza nera che rimane incinta, e finisce tragicamente con il linciaggio di un negro innocente. 

La vendita del libro fu proibita in molte città come Boston e Detroit, e boicottato dalle poste degli Stati Uniti  che si rifiutavano di far transitare il romanzo, tanto che dovette intervenire il presidente Roosevelt, su pressione di sua moglie Eleanor, per ripristinare la legalità.

Per chi scrive, il termine segregazione razziale è un titolo che incontrava spesso  nelle cronache dall'estero de l'Unità negli anni '50, che raccontavano i tanti episodi di lotta antisegregazionista, come  il boicottaggio degli autobus in Alabama, in risposta alla condanna di Rosa Parks, punita dal tribunale perché si era rifiutata di cedere il suo posto  ad un bianco.
  
 
Gli assassini del sogno (1949) non è un romanzo, ma piuttosto un saggio sui motivi socio-economici che hanno consentito, dopo la guerra civile persa, l'instaurarsi negli stati del Sud di un sistema che lei chiama tradizione meridionale, fatta di discriminazione razziale, di gretto conservatorismo e ignoranza, alimentata da predicatori itineranti, ossessionati dal peccato, dal sesso e dall'alcol, sempre pronti ad evocare le fiamme eterne dell'inferno. Ma il libro è anche la cronaca della sua esperienza di insegnante; la testimonianza del complesso rapporto  con le sue allieve, improntato alla sincerità, e gravato dalla difficoltà di mantenere la coerenza tra i principi cristiani e quella tradizione che si respirava in tutte case dei bianchi, fin dai primi anni di vita. 

Parlando delle Mammy, le nutrici negre che si occupavano dei bambini delle famiglie facoltose del Sud, scrive:

In molte case la bambinaia faceva anche la balia umida. Eravamo bambini di un'epoca precedente a quella della ghiacciaia e il ciucciotto era considerato qualcosa di pericoloso. Se il latte della mamma non andava bene era molto più sicuro passare un bambino malaticcio o denutrito a una nutrice il cui ampio seno poteva sfamare un altro bimbo oltre il suo. Nella mia generazione, si vedeva spesso una negra con un negretto a una mammella e un bimbo bianco all'altra cullarli ambedue sul suo grembo accogliente, addormentarli pian piano con le sue vecchie canzoni. Seguitava a cullarli finché non li deponeva sullo stesso giaciglio sotto un albero e li lasciava là, il nero e il bianco insieme, tranquillamente addormentati. Di queste intimità è piana la nostra memoria ed esse oggi hanno strani effetti sulle nostre vite di adulti dediti alla discriminazione.


La particolarità di questo libro nel panorama degli scritti antisegregazionisti, è la sua visione dall'interno del fenomeno, partendo dalla sua genesi, dal suo formarsi nella contraddizione. 

Scrive la Smith:

Gli psicanalisti ci hanno informato, negli ultimi decenni, del fatto che le ferite profonde inferte alla psiche del fanciullo possono lasciare cicatrici di cui una personalità risente per tutta la vita. Ci siamo abituati a parole che non sempre comprendiamo: il complesso di Edipo, la "fissazione" e le immagini di repulsa che ossessionano la memoria del fanciullo. Ma questo rapporto duale che tanti bianchi hanno intrattenuto con le loro due madri, la bianca e la negra, e ognuna delle due appartenente a una civiltà diversa fondata su diversi valori umani, fa sembrare in confronto il complesso di Edipo un adattamento pressoché semplice.
Questo è uno di quei libri la cui lettura non lascia indifferenti, e anche se oggi il panorama politico in tutti gli Stati Uniti d'America è completamente cambiato, le leggi razziste abrogate, affermata l'assoluta parità di diritti civili e politici di tutti i cittadini, indipendentemente dal colore della pelle,  anche dopo l'elezione del primo Presidente di colore, l'auspicio finale della Smith di quel mondo giusto dove gli esseri umani possano vivere come fratelli, non si è - naturalmente - realizzato:

... gli uomini non possono sottrarsi alle loro responsabilità umane nel campo della scienza, più di quanto possano farlo in quello della politica, degli affari, dell'arte o dei rapporti personali. Io credo che il nostro grande problema morale in questa era atomica consista nel come far nascere negli uomini una coscienza abbastanza matura e comprensiva da venire incontro alle necessità di tutti ....


In questo link le tappe storiche e politiche principali nella conquista dei diritti civili da parte della popolazione nera negli Stati Uniti d'America.