domenica 7 marzo 2010

UN GENERE LETTERARIO: L'ITALIA IN GUERRA

La nostra amica Tiziana, di cui siamo debitori per averci fatto conoscere James Herriot, scrittore e veterinario scozzese di fama universale di cui parleremo in seguito, ci ha regalato un raro volumetto di Sellerio: Gian Carlo Fusco: GUERRA D'ALBANIA.


Si legge tutto d'un fiato, come un giallo di cui si conosca già l'assassino: la stupidità e l'incompetenza del regime fascista, che privileggia squallidi personaggi pronti all'adulazione del capo, rispetto a professionisti che vedono con l'occhio della realtà l'impreparazione tecnica e la superficialità strategica.

E' una ricostruzione meticolosa dello spostamento di truppe dall'agosto del 1940, dall'Albania verso la Grecia al massacro finale  di Cefalonia.

La scrittura e veloce, precisa, da vero maestro del giornalismo di cronaca e di costume:
 
Mentre in Albania i soldati stavano pagando col loro sangue l'avventatezza del piano "Evenienza G", a Roma venivano a galla ambizioni, rancori e vecchie rivalità che da anni covavano sotto l'apparente "unanimità" del regime. 
Gian Carlo Fusco, scrittore prolifico, genio dell'affabulazione, personaggio eccentrico, avventuriero e mitomane, amava far credere di essere appartenuto alla malavita marsigliese. A lungo collaboratore del Giorno,  dove aveva una rubrica fissa: La colonna di Fusco, collega di  Bocca, Brera, Arbasino, Soldati.

Lo ricordo in alcune interviste televisive negli anni '70, la voce arrochita dalle  gauloise, brillante, paradossale, divertente, dissacratore: un personaggio indimenticabile.