mercoledì 2 marzo 2011

Alba de Céspedes - QUADERNO PROIBITO - Arnoldo Mondadori Editore - 1956 - £ 1.200

Nel 1952 esce il primo volume della collana, ideata da Alberto Mondadori, Grandi Narratori Italiani e la scelta di aprire l'importante collana cade su Alba De Cespedes, legata da solida amicizia a Mondadori, che aveva edito il suo primo romanzo nel 1938 Nessuno torna indietro.

Prima di parlare del romanzo, che ho riletto in questi giorni con rinnovato piacere, mi preme ricordare quel momento di crisi che investì i rapporti tra la De Cespedes e la Mondadori , nei primi anni '60. All'epoca lavoravo ancora alla Mondadori di Roma e negli uffici si parlava apertamente di questo fatto. Era accaduto che Niccolò Gallo nel preparare il risvolto di copertina per la riedizione del romanzo della De Cespedes Dalla parte di lei per la collana Il Bosco, aveva usato espressioni che sembravano relegare il romanzo nel genere rosa.

La reazione di Alba De Cespedes fu immediata e con una dura lettera a Niccolò Gallo chiese la rescissione del contratto con la Mondadori. Per capire il grande carattere di questa scrittrice, vale la penna leggere parte di quella lettera:

...Vi ho trovato un'abbondanza di espressioni che io escludo dal mio vocabolario (per es: "tormento interiore", "riflettono il suo cuore", "sfumato e dolce") e che mi dispiacciono tanto più in quanto sono adoperate per definire, criticamente, la mia opera. In compenso qualcosa manca in quel testo: ed è il consenso alla validità artistica della mia opera, al contenuto etico - non soltanto polemico - di essa, alla forma, cioè allo stile, che tale contenuto riveste ed esprime. La mia risoluzione è definitiva: propormi, eventualmente, di rifare o mutare il testo del risvolto non servirebbe a niente. Non è la presentazione ai lettori che importa: è quello che Lei pensa.
La reazione della De Cespedes può sembrare eccessiva, se non si considera quale fosse l'atteggiamento del mondo culturale negli anni '60 nei confronti della letteratura al femminile: un misto di sufficienza snobistica che le relegava di fatto a ruoli marginali, rubriche di cuori infranti o letteratura rosa.

Altro che romanzetto rosa!

Quaderno proibito
è un manifesto per la liberazione della donna dall'oppressione non del sistema ma della famiglia, del marito, dei figli. E anche una denuncia dell'impossibilità di comunicare all'interno della famiglia e tanto altro ancora.

Il romanzo, in forma di diario, è ambientato a Roma e si svolge dal 26 novembre del 1950 al 27 maggio dell'anno successivo, all'interno di una famiglia piccolo-borghese. Interessante, per chi avesse voglia di leggere (o ri-leggere) il romanzo, fare una piccola ricerca sul web per capire cosa era l'Italia degli anni '50, quale il ruolo della donna e lo spirito dell'epoca.




1 commento:

  1. Quando ero piccola vidi (di nascosto) l'adattamento televisivo e dentro di me speravo di non diventare mai una donna così amara ed amareggiata. Purtroppo non ho mai letto il libro, ora introvabile....
    Grazie per quanto ho letto sopra,
    Gogo della Luna

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