giovedì 12 aprile 2012

Andrea Camilleri - IL DIAVOLO, CERTAMENTE - Mondadori 2012 - € 10,00

                                              

Per togliere l'impressione che questo blog si occupi solo di vecchi libri, quelli stampati negli anni '50 e '60 del secolo scorso, eccone uno fresco fresco di stampa, che inaugura la nuova collana Mondadori libellule.

Il formato è leggermente più largo, la copertina resa più robusta da due bandelle (o alette) che costituiscono la 2^ e la 3^ di copertina, che riportano una succinta introduzione al testo e una breve buografia dell'autore. Peccato la scarsa qualità della carta, speriamo almeno riciclata. Ma per 10 euro non si può pretendere troppo.

Dobbiamo a Raffaele La Capria la presentazione della collana, con questi accattivanti versi:


Libellula, chi ti diè questo nome?
Chi scelse la successione musicale delle labiali,
li - bel - lu - la,
come note uscite dai tasti di un pianoforte?
Due grandi e colorate ali trasparenti, tremule e trepide, quelle sei tu.
E tanto alata sei che quando sorvoli le acue stagnanti e l'erbe dei prati
di te solo le ali si vedono, velate veline di seta lucente.
A volte ti fermi nell'aria, tu, senza peso e imponderabile, leggera aligera.
Se lieve sulla pista di ghiaccio io vedo una fanciulla
che forma aeree figure danzanti, e sicura volteggia, salta , si leva e atterra,
è a te che penso, a te paragono la sua leggerezza.
"Come una libellula"
vuol dire una controllata eleganza in una liberata energia.
E controllata eleganza e liberata energia, come la tua, cerca nelle sue frasi
lo scrittore mentre vola la sua fantasia
e a volte si ferma - come fai tu - e a volte arretra - come fai tu -,
sospeso anche lui e oscillante, accampato a mezz'aria.
Libellula, bella libellula, dai a lui le tue ali.


Andrea Camilleri è una sorpresa continua, un proliferare instancabile di invenzioni narrative.

In questo suo ultimo lavoro il diavolo, certamente ci mette decisamente la coda nei 33 racconti di 3 pagine ciascuno, perché - spega Camilleri - scriverne 66 di 6 pagine ciascuno, forse più aderente all'idea generale del lavoro, era un  impegno troppo gravoso. Superfluo ricordare che 666 è il numero che simbolicamente rappresenta la bestia, in epoca contemporanea il diavolo.

In ciascuno di questi racconti - tutti divertenti, paradossali, imprevedibili - dove la varia umanità si esprime con le sue bassezze, i suoi slanci, i suoi desideri, l'imponderabile stravolge il normale corso della storia, regalandoci un finale a sorpresa.

 E' il diavolo che ci ha messo la coda? o il fatum o il destino già scritto, come che sia il divertimento è  assicurato.