domenica 15 luglio 2012

Augusto Roa Bastos - FIGLIO DI UOMO - Feltrinelli 1977 - £ 2.000


La notizia - apparsa giorni fa su internet - che un Presidente (Fernando Lugo) era stato destituito con un voto del Senato, mi ha rammentato che esiste un paese chiamato Paraguay di cui, colpevolmente, conosco solo, per aver letto molti anni fà, questo sconvolgente libro: Figlio di Uomo. D'altronde è noto come di alcuni paesi, qui in occidente, si parli solo in occasione di calamità naturali o rivoluzioni.

Nove capitoli, nove drammatici episodi che rispecchiano la tormentata storia del Paraguay, dolorosamente scisso tra dittatura e rivolta, resistenza e oppressione, carnefici e martiri, e la misteriosa suggestione della cometa di Halley.

Fu in quel tempo che la cometa apparve nel cielo e avvicinò minacciosamente la sua immensa coda di fuoco alla terra. Il panico dilagò. Era l'annuncio risplendente della fine del mondo. La notizia terribile del castigo si ingigantiva nella chiesa, tra i lamenti e le preghiere. Me lo ricordo bene. Ci dimenticammo di Gaspar Mora, solo nel monte. Poi cominciò la siccità, come se l'infuocato respiro del mostro avesse prosciugato l'acqua del cielo e della terra.
Maria Rosa cercò di raggiungere il crepaccio della montagna con il suo piccolo peso di acqua e di provviste. Ma non vi riuscì. Si smarrì, accecata, sviata dal malefico yvaga-rata (fuoco del cielo), che finì per bruciarle l'anima. Dopo molti giorni riapparve gesticolando.

Il linguaggio narrativo di Augusto Roa Bastos e' - come si vede -  quello del cosidetto realismo magico, comune a Garcia Marques, Borges, Bulgakov, Calvino. Affascina, rapisce, inframmezzato com'è di espressioni Guaranì, la seconda lingua ufficiale del Paraguay.

Figlio di uomo è il nuovo testamento di un popolo che per secoli ha oscillato senza pausa tra l'infamia dei suoi carnefici e le profezie dei suoi martiri. Il Cristo cui si rivolgono i personaggi di Roa Bastos è figlio dell'uomo, una vittima da vendicare e non un Dio che aveva voluto  morire per gli uomini.