mercoledì 23 ottobre 2013

AA.VV. - FIABE - L'Unità & Einaudi - 1996 Edizione fuori commercio riservato ai lettori e abbonati de l'Unità



Qualunque cosa si pensi a proposito dei molti gadget che si regalano o vendono insieme ai quotidiani, è indubbio che quando si tratta di libri non si può che lodarne l'intento divulgativo. 

Un po' come fece a suo tempo Mondadori, quando si inventò gli Oscar settimanali, rivoluzionando il settore editoriale con il  coinvolgimento delle  edicole.

Questa pregevole iniziativa de l'Unità, in collaborazione con Einaudi, risale alla seconda metà del 1996, è costituita da quattordici agili volumetti - progetto grafico di Giovanni Lussu - con le fiabe di tutto il mondo -  che si avvalgono delle erudite note critiche di Carmine De Luca (1943-1997), uno dei massimi studiosi di letteratura per l'infanzia, scrittore raffinato e curatore editoriale delle opere di Gianni Rodari; le notizie di carattere storiografico che si ricavano da queste brevi  note, rendono particolarmente preziosa  la collana.

Per comodità di lettura, qui presento i soli  cinque volumi dedicati ad autori italiani, che sono Giambattista Basile (1575-1632), il capostipite di tutti inarratori di fiabe, Luigi Capuana (1839-1915), Guido Gozzano (1883-1916), Emma Perodi (1850-1918) e Roberto De Simone (1933).

 

Lo Cunto de li cunti, ovvero lo trattenemiento de' peccerille

Questo il titolo dell'opera di Giambattista Basile, nota anche come Pentamerone, come si iniziò a titolare dall'edizione del 1674 sul modello del Decamerone di Boccaccio, che contiene cinquanta fiabe raccontate in cinque giorni da dieci vecchie e brutte narratrici.



Scrive De Luca:

Intercettare tra il popolo o nella letteratura precedente racconti di orchi e fate e riproporli, una volta rivestiti di preziosi ornati stilistici, al gusto dell'aristocrazia di corte, fu operazione di geniale originalità, visto che in tal modo venne a costituirsi il primo catalogo di trame e motivi fiabeschi dell'età moderna. Quei racconti, percorsi da umori sapidi e compiaciuta salacità e al tempo stesso ammantati di sentenziose moralità, presentati in più con un linguaggio che concilia l'immediatezza del dialetto napoletano con le acutezze delle metafore barocche, dovettero riscuotere grande successo, perché consentivano non solo il puro passatempo, ma soddisfacevano la voglia dei ceti dominanti di trovare quotidiana conferma al proprio status di elevatezza e distinzione sociale.


In questa veste ridotta, poco più di centoventi pagine, trovano posto sette fiabe, tra cui La Gatta Cenerentola, che Roberto De Simone (1933), musicologo e musicista, scrittore, regista,  genio assoluto dello spettacolo, fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare, ha musicato nel 1976. 

Qui è possibile visionare l'opera completa della Gatta Cenerentola di Roberto De Simone: 
 http://www.youtube.com/watch?v=uyrysFZQaKQ

Nel volume Fiabe campane di Roberto De Simone, sono presenti, tutte in dialetto napoletano con testo a fronte:
  •  Ce steva na vota na vicchiarella
  •  'A vicchiarella e 'o suricillo
  •  'A Gatta Cenerentola
  •  Giovaniello senza paura
  •  Buon surdato
  •  'O conto â smerza
  •  'O cunto 'e Pulicenella
  •  Pulicenella e 'a levatrice
  •  'E cunzigli 'e Re Salomone
  •  'A morte 'e Pulicenella
  •  'O fatto 'e Miezu Culillo

Roberto De Simone e i suoi collaboratori hanno percorso città e campagne della Campania alla ricerca di "cantatori"(raccontatori), ancora in grado di inventare racconti fantastici e avventurosi dando fondo a un repertorio di formule, di lessici, di modi di dire,, sopratutto di modelli di storie che di norma si considerano appartenenti al passato lontano e a una cultura (quella agro-pastorale) che ci sta alle spalle.




Così Carmine De Luca, nel presentare Guido Gozzano:

Nelle fiabe e novelle Gozzano si misura con l'invenzione di personaggi e situazioni capaci di catturare l'attenzione e stimolare la fantasia di bambine e bambini. Per raggiungere lo scopo, quali procedure di sccrittura e quali motivi e soggetti dell'immaginazione utilizza? A quali fonti si ispira?  Già le strofette che aprono i sei racconti della raccolta I tre talismani funzionano daprimo congegno formale che agevola il diretto accesso al mondo delle meraviglie. Si tratta di divertenti quartine in cui Gozzano intreccia due elementi classici del folklore, la canonica formula di apertura delle fiabe, "c'era una volta..." e il motivo del "mondo alla rovescia".


 
A proposito di Luigi Capuana scrive De Luca.

Pochi narratori hanno scritto per l'infanzia quanto Luigi Capuana. Nell'elenco delle opere pubblicate in volume è possibile enumerare, tra fiabe, racconti, novelle e romanzi, circa quaranta titoli destinati ai ragazzi.

"Queste fiabe nacquero così (...) In quel tempo ero triste (...) con un'inerzia intellettuale che mi faceva rabbia, e i lettori non immagineranno facilmente la gioia da me provata nel vedermi, a un tratto, fiorire nella fantasia quel mondo meraviglioso di fate, di maghi, di re,di regine, di orchi, di incantesimi, che è stato il primo pascolo artistico delle nostre piccole menti". Così scrive Capuana nella prefazione a "C'era una volta..". E non c'è ragione alcuna per dubitare che l'esercizio creativo delle fiabe abbia funzionato da mezzo terapeutico dell'inerzia intellettuale e abbia avuto il potere di rialimentare un estro inaridito.



Nel volumetto dedicato a Emma Perodi sono presenti:

  • Il diavolo che si fece frate
  • La fidanzata dello scheletro
  • L'incantatrice
  • Il Diavolo e il Romito 
 Scrive De Luca:

Le "novelle" di Emma Perodi, pubblicate nel 1892, riescono a farsi leggere ancora oggi con sicura partecipazione emotiva. Funzionano come sapienti miscele di materiali narrativi differenti: elementi orridi e macabri, personaggi torbidi, presenzxe religiose, situazioni di studiata suspense, insieme a una scrittura lineare ed elegante e alla descrizione minuta e precisa di aspetti popolari e familiari (feste paesane, abitudini gastronomiche) o, al contario, fantasticamente immaginati (castelli lontani, caverne sotterranee), formano un amalgama che esercita notevole fascino su lettori grandi e piccoli.


Larga è la foglia, stretta e la via: dite la vostra, che ho detto la mia.