mercoledì 2 ottobre 2013

Reiser - STORIE DI RICCHI E POVERI - Edizioni della Vetra Milano 1972 - £ 1.000






In vecchi scatoloni dove sono conservati libri e riviste, ho ritrovato degli album interessanti, di autori oggi quasi dimenticati:  Wolinski, Willem  e questo di Reiner.


Jean-Marc Rousillon (1941-1983) in arte Reiser. Inizia la carriera di disegnatore giovanissimo nel 1958 su riviste minori come Blagues (con lo pseudonimo di Jiem) e La Gazette de Nectar (con lo pseudonimo di Jean-Marc Roussillon), giornale aziendale della società vinicola Nicolas, di cui Reiser era dipendente. 


Inizia la carriera di disegnatore giovanissimo nel 1958 su riviste minori come Blagues (con lo pseudonimo di Jiem) e La Gazette de Nectar (con lo pseudonimo di Jean-Marc Roussillon), giornale aziendale della società vinicola Nicolas, di cui Reiser era dipendente. - See more at: http://www.slumberland.it/contenuto.php?tipo=autore&id=150#sthash.EDF9Us7t.dpuf
Inizia la carriera di disegnatore giovanissimo nel 1958 su riviste minori come Blagues (con lo pseudonimo di Jiem) e La Gazette de Nectar (con lo pseudonimo di Jean-Marc Roussillon), giornale aziendale della società vinicola Nicolas, di cui Reiser era dipendente. - See more at: http://www.slumberland.it/contenuto.php?tipo=autore&id=150#sthash.EDF9Us7t.dpuf


A partire dal 1960 collabora sin dal primo numero con la neonata rivista mensile Hara-Kiri, rivista di culto del panorama satirico ed underground francese, che ha rotto gli schemi tradizionali del fumetto portando una ventata di aria nuova e dissacrante nel mondo della bande dessinée, con lo stravolgimento di ogni regola ed etichetta.


 























Lo stile di Reiser  è anarchico e irriverente. Non rispetta niente e nessuno, calpestando allegramente ogni categoria ed ogni genere, infischiandosene del politicamente corretto e del buon gusto. Prende di mira innanzitutto l'individuo medio, con i suoi vizi e le sue piccolezze, ma anche la borghesia, che irride con ferocia, non risparmia vecchi e bambini, animali e minoranze, donne e uomini, maschilisti e femministe, non si salva nessuno. 









 

















Libertario per vocazione, è stato definito il disegnatore più irriverente di Francia, perché in vita non s’è mai preoccupato di compiacere alcuno. Al contrario: con la sua matita si divertiva a spogliare chicchessia dagli abiti di circostanza, senza sudditanze. Che si trattasse di “nemici” forti e ben riconoscibili, come la Chiesa, o più sottili e ben nascosti tra le pieghe della quotidianità – la solitudine, l’incomunicabilità, l’ipocrisia della società contemporanea – non faceva differenza. La politica, con i suoi rituali, immobile nel suo linguaggio enfatico quanto stereotipato, non veniva certo risparmiata. E non c’è stata moda che Reiser non si sia affrettato a demolire, smantellandone i luoghi comuni e gli artifici retorico-ideologici: dal nascente femminismo al suo opposto esatto e contrario, il maschilismo.


Paradossale che un maestro come lui sia pressoché sconosciuto da noi, soprattutto tra i più giovani, malgrado abbia disegnato tra l’altro il poster de La grande abbuffata, il film diretto da Marco Ferreri nel 1973, feroce j’accuse alla società dei consumi. Una lacuna difficilmente colmabile, almeno finché qualche editore non si deciderà a ristamparne i libri, ormai introvabili.

























 Gli anni '70 sono caratterizzati dalla guerra in Vietnam, qualche tavola di Reiner sull'argomento.




 



















 
















 I dati biografici sono tratti dall'Enciclopedia del Fumetto on-line Slumberland, a cui rimando per chi volesse approfondire: