lunedì 25 luglio 2011

Ludovico Geymonat - LA LIBERTA' - Rusconi 1988 - £ 18.000





Ludovico Geymonat (1908-1991), torinese, laurea in filosofia e matematica, comunista, partigiano, tenne la prima cattedra di filosofia della scienza in Italia, si deve a lui l'introduzione in Italia delle opere di epistemologia di Karl Popper.

Nella nostra epoca - scrive Geymonat - non solo ha perso ogni significato il concetto di indipendenza assoluta, ma anche quello di indipendenza relativa ha subito molte restrizioni, cosicchè in parecchi casi possono sorgere fondati dubbi se si possa ancora parlare di indipendenza.


Accanto a queste parole il filosofo ricorda che la libertà dei popoli è un concetto molto vago anche se riscuote il massimo interesse. E che il termine schiavitù si presta a parecchi equivoci.

Ma non tutto finisce qui. Appena la filosofia approfondisce il concetto di libertà i problemi si complicano. Se non abbiamo la libertà, come ottenerla? E, in questa lotta, che posto spetta alle armi, alla violenza? Geymonat dà una risposta. La scrive non soltanto per i filosofi, perché le sue parole diventano, di fronte a tali quesiti, di una chiarezza esemplare.

Il saggio è articolato nei seguenti capitoli:
  1. La libertà come indipendenza
  2. La libertà degli individui
  3. Libertà e violenza
  4. Libertà del pensiero
  5. Libertà dei sentimenti
  6. Libertà della fantasia
  7. Libertà e potere
Semplice, e perciò, illuminante la conclusione del saggio:


Ciò che intendiamo combattere con la nostra analisi non è l'esistenza di un Potere ma la sua trasformazione in qualcosa di intoccabile, cioè di un'entità metafisica.
Difendere la libertà significa difendere il cambiamento, o almeno la possibilità di cambiamento.