domenica 17 luglio 2011

Stefano Jacomuzzi - UN VENTO SOTTILE - Garzanti 1988 - £ 22.000



Ho scovato questo incredibile romanzo in uno dei tanti scatoloni di libri, che mio fratello mi ha affidato, non avendo lui spazio a sufficienza per contenere tutti quelli che, da tempo immemorabile, quotidianamente acquista.

E l'ho trovato incredibilmente interessante, con una scrittura nitida e fantasiosa, con personaggi storici e di fantasia miscelati con autenticità, collocati in una Parigi fine anni '20 di una bellezza elegiaca.

Stefano Jacomuzzi (1924 - 1996) è un autore atipico, non riconducibile ad alcuna corrente letteraria, alcun cenacolo culturale, simile solo a se stesso, un vero cane sciolto della narrativa a cui approda, dopo una vita dedicata all'insegnamento della letteratura italiana all'Università di Torino. Pubblica studi dedicati a Dante, alla letteratura del Cinquecento, Manzoni, saggi sulla letteratura degli anni Trenta e sulla poesia del Novecento.

Un vento sottile (1988) è il suo romanzo di esordio, seguiranno Le storie dell'ultimo giorno (1993) e Cominciò in Galilea (1995), ma anche una Storia delle Olimpiadi e un volume per la Utet Gli sport e questo forse spiega - in parte - l'anomalia di Un vento sottile: una delicata, poetica e, in un certo senso, struggente ricostruzione della vita del boxer Panama Al Brown, uno dei più grandi boxer di tutti i tempi, nel suo periodo parigino, tra personaggi come Jean Cocteau, Jean Marais, Coco Chanel raccontati alla voce narrante da Guillaume, ex cameriere del Caprice Viennois al 59 di Rue Pigalle, suonatore, di corno e filosofo umanista.

Ecco il ritratto di Guillaume fatto da Cocteau:

Gli era stato di grande conforto Cocteau, una volta che al suo tavolino al Caprice gli aveva detto:"Tu sei di quelli che viaggiano con l'anima, Guillaume. L'anima va adagio nei suoi viaggi, raggiunge il corpo lentamente, fa fatica a tenergli dietro, perchè quello si agita, si sposta e appena l'anima si è affannata per raggiungerlo con tutto il suo carico, quello riparte e così le persone che si credono veloci si ingarbugliano e alla lunga finiscono per convingersi di esistere e non esistono più. Tu hai saputo misurare bene i passi del corpo su quelli dell'anima: tu esisti davvero, Guillaume". Gli era sembrato un elogio, e gli era stato di grande conforto.

La scoperta di un autore davvero intrigante, di cui vale la pena approfondire la conoscenza.